palazzo Morando in via Sant'SAndrea a Milano

Palazzo Morando: la storia di Milano tra quadri, arredi, abiti e un fantasma

23/01/2024

Discretamente incastonato tra le vie del Quadrilatero a Milano, Palazzo Morando si svela con la sua collezione preziosa di dipinti, arredi e abiti d’epoca e la misteriosa presenza di un fantasma.

Qui si trova uno dei cortili più belli della città, ma se non lo conosci difficilmente percorri quella manciata di metri che separano via Sant’Andrea dal doppio porticato interno meraviglioso.

Visitare Palazzo Morando significa viaggiare nella storia di Milano attraverso i quadri che ci hanno lasciato i pittori del passato. Una città inedita ormai scomparsa ritratta con la sua gente nelle vie, immortalate per sempre com’erano un tempo.

La storia di Palazzo Morando

Palazzo Morando Attendolo Bolognini è stato costruito attorno al Cinquecento, ma si presenta oggi in pieno stile settecentesco. Molte le famiglie nobiliari importanti che lo abitarono, quali i Casati, i Riva, i De Cristoforis e i Well Schott. Per questa ragione il palazzo è stato modificato moltissimo nel corso degli anni.

All’ inizio del Novecento diventa la dimora della contessa Lydia Caprara di Montalba e di suo marito Gian Giacomo Morando Attendolo Bolognini. Nel 1945, alla morte della contessa, in base al testamento e in assenza di eredi, il palazzo viene donato al comune di Milano affinché diventi un museo.

Sebbene i molteplici passaggi di proprietà, Palazzo Morando può considerarsi una “quasi” casa museo perché conserva ancora all’interno delle sue sale il fascino inalterato delle epoche trascorse.

 

Il fantasma della contessa

Come ogni palazzo nobiliare che si rispetti, anche Palazzo Morando pare avere il suo fantasma.

Si narra che la contessa Lydia fosse esperta di esoterismo e alchimia, amasse leggere testi di spiritismo e si dilettasse a prevedere il futuro con la  sfera di cristallo. Una donna affascinante e misteriosa che animava i suoi salotti con pratiche occulte. Le testimonianze a sostegno dell’ipotesi che a Palazzo Morando possa vagare ancora oggi il suo spirito, sono molte.

A partire dagli anni ’90 si sono susseguiti racconti inquietanti di rumori sospetti nel cuore della notte: spostamenti di mobili, porcellane ed enigmatici reperti egizi trovati fuori posto, tonfi e scricchiolii, porte e finestre aperte o chiuse misteriosamente. Inoltre, due donne addette alle pulizie, durante un nuovo allestimento, sentirono chiaramente una flebile voce femminile chieder loro che cosa facessero in quella casa.

Pochi anni dopo i custodi ammisero di aver visto più volte un’ombra nelle sale al mattino presto, quando il museo era ancora chiuso. Alla fine di alcuni lavori di restauro si udì chiaramente una voce sottolineare che finalmente le sistemazioni erano finite. Convinti che si potesse trattare del fantasma della contessa, molti custodi cominciarono a portare con loro croci e lumini per il timore fosse uno spirito maligno. Altri, eccitati all’idea di mettersi in contatto con l’ aldilà, provarono ad organizzare delle vere e proprie sedute per evocare il fantasma della contessa. 

L’ultima testimonianza, pensate, risale al 2006 quando due signore custodi avvertirono del forte calore proveniente dal rivestimento di velluto rosso di un tavolino.

Poi, nel 2007, un fatto incredibile. La tomba della nobildonna viene profanata e viene rubato un piccolo scrigno d’argento all’interno della sua bara. Non si seppe mai che cosa contenesse e chi sia stato a compiere quel furto macabro. Fatto increscioso, ma che contribuì all’aura misteriosa che ancora aleggia attorno a questa donna.

La pinacoteca di Palazzo Morando

Al primo piano del palazzo nelle sale rivolte al cortile interno, c’è una pinacoteca bellissima. Qui si può ammirare una serie di quadri che ritraggono alcune vedute di Milano tra la seconda metà del XVII secolo e i primi anni del XX. Una sorta di documentazione per immagini di com’era Milano nel passato, un racconto sull’evoluzione urbanistica della città tra demolizioni e ricostruzioni. Sembra di fare un viaggio a ritroso nel tempo e ci si sorprende di fronte a scorci impensabili di alcuni quartieri. Dove ancora non c’erano le fotografie, c’erano i dipinti.

È emozionante e curioso identificare i luoghi odierni nei quadri del passato, cogliendo i cambiamenti, ma soprattutto apprezzando ciò che ancora oggi resta inalterato e al suo posto.

La maggior parte dei preziosi quadri proviene dalla collezione di Luigi Beretta acquisita dal Comune nel 1934 e che si trovava dapprima a Palazzo Sormani a costituire quello che era chiamato il Museo di Milano. Dopo gli ingenti danni subiti dal palazzo Sormani durante la Seconda Guerra Mondiale, la collezione e parte degli arredi, trovano posto qui, a Palazzo Morando.

Altri oggetti curiosi

Oltre ai dipinti ci sono sculture, oggetti provenienti dall’Egitto, cineserie e alcuni reperti splendidi della storia di Milano.

Cito tra i più sorprendenti:

  • una portantina che fa intuire quanto l’altezza media delle persone fosse più bassa rispetto ad oggi.
  • il gallo anemoscopico in rame e bronzo che era sul tiburio della chiesa di San Babila e che ancora porta il segno di un proiettile sparato durante le Cinque Giornate di Milano.
  • una delle quattro sirene originali in bronzo denominate le Quattro sorelle Ghisini che adornavano il ponte sito un tempo sul Naviglio ed ora trasferito al Parco Sempione (Ponte delle Sirenette).
  • El rattin di Galleria Vittorio Emanuele, una marchingegno caricato a molla che correva lungo un binario sotto la volta per accendere le lampade a gas.

Le sale arredate di Palazzo Morando

Nell’ala del palazzo che dà su via Sant’Andrea le sale si presentano con arredi e decorazioni, caminetti e stucchi dorati, specchi e vasi cinesi. Gli ambienti ci regalano uno scorcio sui gusti d’arredo del Settecento e Ottocento. I soffitti sono finemente affrescati e accalappiano lo sguardo che resta a lungo all’insù.

La collezione Costume e Moda

Palazzo Morando dal 2010 è anche la sede della collezione Costume e Moda del Comune di Milano. Ospita un patrimonio di abiti, accessori, uniformi, calzature, cappelli e suppellettili che coprono un periodo storico dal Seicento al Duemila. L’allestimento cambia periodicamente perché la collezione, che negli anni si è arricchita con grandi nomi della moda italiana e internazionale, è davvero vasta e conta circa 6000 pezzi.

Mi sembra ci siano tantissimi buoni motivi per concedersi una visita a Palazzo Morando e inoltre, l’accesso è gratuito.

Palazzo Morando è in via Sant’Andrea 6 a Milano (Montenapoleone District)

Désirée Coata


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